venerdì 15 settembre 2017

Una città in 5 foto: Copenaghen

In questa rubrica, attraverso 5 foto, cerco di esprimere, in modo sintetico, ciò che più mi ha colpito, interessato, incuriosito di una città che ho visitato o di un viaggio che ho intrapreso: infatti penso che, a volte, con le immagini, si comunicano le proprie emozioni meglio che con mille parole...

Copenaghen è una città molto piacevole da visitare, perchè presenta numerosi locali alla moda e negozi di design interessanti, inoltre tutti i monumenti ed i punti d'interesse sono facilmente raggiungibili a piedi attraverso le strade del centro in cui risulta facile muoversi poichè girano più biciclette che auto. L'unica incognita può essere il tempo che anche ad agosto può essere nuvoloso con qualche pioggia comunque lieve. Comunque è una capitale europea che merita di essere esplorata con attenzione per vivere la sua magica atmosfera.

Radhusplaset, la piazza del Municipio, con l'elegante Palazzo del Comune, visitabile anche all'interno, gratuitamente

La Biblioteca di Copenaghen è ospitata in questo futuristico edificio, detto Diamond Black, diamante nero, con facciate in granito nero, vetrate scure, avente forma di parallelepipedo inclinato

L'entrata di Christiania, quartiere "alternativo" di Copenaghen, sorto in una zona occupata da squatter nel 1971: è una zona della città autogestita e soggetta a leggi proprie, dove, oltre alla famosa pusher street dove si vendono droghe leggere, si possono trovare anche graziose casette, colorati murales, interessanti negozi d'artigianato, bar e ristorantini economici

Uno dei simboli di Copenaghen è la statua della Sirenetta, realizzata nel 1909 e presa d'assalto da orde di turisti alla ricerca di foto ricordo

Il castello di Rosenborg è un antica residenza reale, costruita in stile rinascimentale, situata vicina al centro di Copenaghen e circondata da un bel parco, molto frequentato dagli abitanti della città, soprattutto giovani. Al suo interno ospita il Museo delle Collezioni Reali Danesi

lunedì 11 settembre 2017

Una città in 5 foto: Porto (Portogallo)

In questa rubrica, attraverso 5 foto, cerco di esprimere, in modo sintetico, ciò che più mi ha colpito, interessato, incuriosito di una città che ho visitato o di un viaggio che ho intrapreso: infatti penso che, a volte, con le immagini, si comunicano le proprie emozioni meglio che con mille parole...

Porto è il centro più importante del nord del Portogallo e sorge sulla riva settentrionale del fiume Douro, a pochi km dall'Oceano Atlantico: da essa derivano il nome dello stesso Portogallo e del famoso vino Porto. Visitare questa città è stata una piacevole sorpresa, perchè è un posto molto vivace sia di giorno che di notte, ma mai caotico nè frenetico. Inoltre il centro storico di Porto si gira facilmente a piedi in un giorno e mezzo, perchè è molto raccolto: da non perdere il pittoresco quartiere Ribeira, patrimonio Unesco, che sorge a ridosso del lungofiume Douro e lo scenografico ponte Don Luis I, costruito nel 1886 da un allievo di Eiffel, che sorge su due livelli, uno più alto per la metro ed uno più basso per le auto, offrendo scorci bellissimi della città vecchia e del fiume. Molto bello è anche passeggiare per il lungofiume di Vila Nova de Gaia, la città nata al di là del fiume Douro, da dove si può avere una bella visione d'insieme del centro storico di Porto e dove si possono trovare numerose cantine che offrono degustazioni del famoso vino Porto. A impreziosire ancora di più la città ci sono i bellissimi azulejos, (piastrelle di ceramica smaltata e decorate con disegni blu su sfondo bianco), che spiccano in molte chiese sia esternamente che internamente e coprono anche tutte le pareti della hall della centralissima stazione dei treni Sao Bento.

Vista panoramica del centro storico di Porto e del fiume Douro dalla Torre dos Clerigos

Igreja dos Carmelitas e Igreja do Carmo, due chiese affiancate costruite in stile rococò nel XVIII secolo, con una bellissima fiancata esterna decorata da azulejos

Il grande edificio della Sè (Cattedrale) di Porto, sorge su un'altura affacciata sulla città vecchia e sul fiume Douro. Fu fondata nel XII secolo in stile romanico, presenta anche un rosone gotico, aggiunto nel XIV secolo

Da Vila Nova de Gaia si può vedere un bel panorama dell'ansa del fiume Douro e della città vecchia di Porto, che si trova sulla sponda opposta

Uno scorcio di Porto preso dal lungofiume di Vila Nova de Gaia: il ponte Dom Luis I con il quartiere Ribeira e la città vecchia 


mercoledì 6 settembre 2017

Trekking ad anello sul Monte Subasio

Un percorso che raggiunge l'ondulata sommità del monte Subasio da cui si può avere una vista panoramica molto suggestiva di tutta l'Umbria centrale, Gubbio, Gualdo, i monti Sibillini, Foligno, Spello, Assisi, Perugia.

Si può arrivare in auto da Assisi fino al parcheggio degli Stazzi a quota 1083 m: da qui. a piedi, si segue una strada sterrata, si supera una sbarra e dopo 300 metri si sale sulla destra per il sentiero 61 che attraversa i prati che portano alla sommità del monte: durante il tragitto si possono ammirare bei panorami verso la parte orientale dell'Umbria

Parcheggio degli Stazzi

i colori dei prati del Subasio

Un albero solitario lungo il sentiero

Panorama verso est

Sporadici segnavia lungo il cammino

Arrivati sulla vetta del monte Subasio (1290 m), dove tirava un gran vento anche a luglio in piena estate quando sono andato io, si può avere una visione dell'Umbria a 360 gradi, aiutati nel riconoscere i luoghi anche da delle tabelle, situate attorno ad un cippo, in cui sono menzionati tutti i nomi dei monti e delle località visibili. Proseguendo in direzione delle antenne radiotelevisive si attraversa un paesaggio ondulato, caratterizzato dalla presenza di doline carsiche, che prendono la forma di grandi imbuti, ritenute in passato residui di crateri vulcanici. Tra queste spicca il Mortaro Grande, profondo 60 metri.

Vetta del Monte Subasio, con tabelle che indicano i nomi dei luoghi visibili

Panorama verso ovest dalla vetta

Il sentiero prosegue verso le antenne radiotelevisive

Animali al pascolo in vetta al monte Subasio

Paesaggio ondulato, caratterizzato da doline carsiche, dette Mortari

Mortaro Grande

Bovini sui prati sommitali del Monte Subasio

Si arriva quindi ad un bivio in cui si tralascia il sentiero a sinistra che porta alla Madonna della Spella, ed invece si prosegue dritti lungo il sentiero n.50, attraversando la strada sterrata di crinale e scendendo per prati, con bei panorami su Spello e Foligno, fino a raggiungere una strada sterrata che porta alla Fonte Bregno (1028 m).

Bivio con segnalazioni dei sentieri

In discesa fra i prati, ammirando un bel panorama

Lungo i sentieri del Monte Subasio è possibile imbattersi in alcuni abbeveratoi per animali

Panorama verso sud-ovest

Fonte Bregno

Ora si segue il sentiero n.60 verso destra, che costeggia un bosco e porta fino alla Croce di Sasso Piano, un punto panoramico fantastico su Assisi e la Valtiberina. Da qui si prosegue lungo il sentiero che conduce al Rifugio Vallonica, da dove una strada sterrata riporta al parcheggio degli Stazzi, punto di partenza dell'itinerario.

Panorama verso ovest

Insetti al lavoro

Sentiero panoramico che conduce alla Croce di Sasso Piano

In vista della Croce di Sasso Piano

Panorama della Valle Umbra dalla Croce di Sasso Piano

Veduta dall'alto di Assisi

Croce del Sasso Piano (1124 m)

DATI TECNICI

Durata 4 h 30 min.

lunghezza: 12 km

difficoltà: E escursionistico


Sull'Umbria vedi anche:



















lunedì 4 settembre 2017

Vale il viaggio: Villa Manin a Passariano (Ud)

In questa rubrica pongo l’attenzione su luoghi specifici, che ho visitato (laghi, ville, palazzi, musei, montagne, penisole, aree archeologiche, piazze  ecc.) :  di questi posti sono rimasto entusiasta ed ho pensato che era proprio valsa la pena intraprendere il viaggio fatto per scoprirli.

La prima tappa del mio viaggio in Friuli Venezia-Giulia è stata questa splendida villa che spunta fra campi e paesini nella pianura friulana. Fu costruita nel '600 dalla potente famiglia Manin, a cui appartenne anche l'ultimo Doge di Venezia, Ludovico Manin e fu anche scelta come quartier generale da Napoleone nel 1797 durante la campagna che culminò nel trattato di Campoformio e sancì la fine della Repubblica di Venezia. Il complesso architettonico è molto bello ed armonico, formato da un edificio principale a tre piani, fiancheggiato da due barchesse decorate da statue, che racchiudono un ampio prato delimitato da due peschiere, mentre al di là della strada il complesso prosegue con un'esedra porticata, che abbraccia un vasto spiazzo erboso, quasi a formare idealmente una fantastica quinta teatrale. Sul retro della villa sorge anche un bellissimo parco di 18 ettari, in cui si può passeggiare fra alberi secolari e gruppi scultorei a soggetto mitologico.

Vista panoramica


entrata principale del complesso

La villa vista dal parco

La peschiera di fronte alla villa

L'esedra porticata


lunedì 10 luglio 2017

Trekking: da Piobbico a Monte Nerone

Un lungo trekking con un dislivello importante che, dai 340 metri del paese di Piobbico porta ai 1525 metri della vetta di Monte Nerone, imponente massiccio dell'Appennino marchigiano, da cui si può ammirare un eccellente panorama. 
L'andata si può fare seguendo il sentiero 1, mentre per il ritorno si può prendere il sentiero 2, completando così un itinerario ad anello, per un totale di circa 10 km da percorrere in 7-8 ore.

Il percorso parte all'incrocio segnalato per il Santuario di S.Maria in Val D'Abisso, dove, lungo la strada statale, è posizionato già un segnavia del Cai: da qui il santuario si raggiunge seguendo per pochi metri una strada asfaltata.

Santuario Santa Maria in Val d'Abisso

Quindi il sentiero s'inoltra nel bosco, accompagnato dal rumore dell'acqua del Fosso dell'Infernaccio, che si guada una prima volta nei pressi di una cascatella


Da qui la strada comincia a salire, ed possibile ammirare i primi panorami dall'alto di Piobbico: si raggiunge quindi una cava e ci s'inerpica per un sentiero che sale a tornanti fino ad incrociare di nuovo il torrente, che si guada, aiutandosi in questo caso con dei cavi d'acciaio

Primi panorami su Piobbico

Si arriva quindi al cospetto delle pareti calcaree della Balza Forata, che si raggiunge dopo una ripida salita fra roccette e bosco e dove si può fare una sosta con doverose foto.


Balza Forata

Dalla Balza Forata si segue un sentiero ghiaioso fino ad un bivio con indicazioni per il Rifugio Corsini e da qui inizia il punto più duro dell'escursione, infatti il sentiero si arrampica in un bosco costeggiando l'imponente parete rocciosa dell'Infernaccio ed offrendo ogni tanto qualche bello spunto panoramico: la salita affronta pendenze importanti ed è molto lunga.


Balza Forata e Piobbico

Balza Forata e Piobbico sullo sfondo






Finita la salita si raggiunge Prato del Conte da cui si comincia ad intravedere la vetta di Monte Nerone ed in pochi minuti si arriva al Rifugio Corsini, da cui, seguendo una strada asfaltata, è possibile raggiungere la vetta di Monte Nerone, la cui sommità purtroppo è occupata dalle antenne RAI ed un recinto impedisce di accedere al punto sommitale vero e proprio, ma il panorama è molto bello ugualmente.

Si comincia ad intravedere la vetta

Rifugio Corsini

Indicazioni sentieri al Rifugio Corsini

Quasi arrivati

Panorama da Monte Nerone

Panorama da Monte Nerone

Per il ritorno si raggiunge nuovamente il rifugio Corsini da cui si prende il sentiero n.2 che, inizialmente, attraversa il Piano del Conte seguendo i pali dell'elettricità, poi ad un certo punto devia a destra e scende direttamente in un ripido bosco, conducendo ai Muracci, ruderi di un castello in posizione panoramica, e quindi torna a Piobbico.

Piobbico e dintorni dal sentiero n.2

Piobbico da Pian del Conte

I Muracci, ruderi di un castello lungo il sentiero n.2

Dati tecnici

tempo di salita: 4h 30m

tempo di discesa 2 h 30 m